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'L'uomo di legno'all' Ut Pictura poesis di Firenze

di Redazione

Il nuovo libro di Fabrizio Fanciulli “L’uomo di legno” conquista anche Firenze come dimostra il premio ottenuto lo scorso 13 ottobre al Caffè Letterario “Le Murate” di Firenze .

“La terza edizione del premio “Ut pictura poesis” edizione 2019 - ha dichiarato Fanciulli -  ha riscosso un successo straordinario grazie anche al patrocinio della Città di Firenze, molto attenta alla cultura ed alla letteratura in particolare. C’è stata una corposa partecipazione al premio che ha visto coinvolte 150 case editrici e 280 autori e non è un caso se questo si classifica come un appuntamento tra i più alti a livello culturale”.

Il comitato scientifico di “Irdi Destinazione Arte” e la Giuria presieduta dal Professor Massimo Pasqualone e composta da Alice Di Francescantonio, Simona Veresani, Maria Basile, Teresa Pezzi, Maria Teresa Antonarelli, Daniela D’Alessandro, Monica Ferri, Mariagrazia Genova, Sara Caramanico dopo un’attenta valutazione, hanno segnalato ed assegnato i premi nelle varie categorie.

“Ed è ‘L’uomo di legno’ del nostro conterraneo Fanciulli partito da Pretoro terra di “fusari” che a Firenze ritira il Premio del Presidente della Giuria - spiegano dal comitato. - E’ il secondo premio a distanza ottenuto nel giro di pochi mesi per un testo che in sole 80 pagine riesce a far sorridere, emozionare, facendo viaggiare il lettore con la mente in un tempo ormai passato”.

“Sono molto contento di portare la bellezza del mio borgo anche a Firenze. La storia di Antonio Palmerio conosciuto da tutti come Mastro Tonino l’ultimo fusaro  – dichiara Fanciulli -  sta facendo il giro del mondo. Abbiamo avuto a Pretoro nella sua bottega e nel museo dell’arte ‘Nicola D’Innocenzo’ televisioni e giornalisti di diverse nazionalità: Italia, Giappone, Lettonia, Mongolia oltre a scuole e tanti turisti. La riscoperta di questa antica arte, attraverso le pagine de ‘L’uomo di legno’, risulta essere una punta di diamante per la dimensione culturale e turistica di un piccolo borgo dell’entroterra abruzzese che è destinato, come tanti, allo spopolamento. Per me questo premio è sinonimo di orgoglio”.

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