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Accusò D'Alfonso, a processo

di Redazione

Sara' processato  il geometra di Penne  accusato di tentata estorsione nei confronti dell'ex governatore abruzzese, Luciano D'Alfonso, nell'ambito del processo Mare-Monti. L'uomo e' stato rinviato a giudizio dal gup Antonella Di Carlo. A processo anche la moglie e la figlia, accusate di falso per avere istigato il medico Carmine Marini, pure lui rinviato a giudizio con l'accusa di favoreggiamento, a confezionare dei certificati medici. Il geometra nel 2017, poco prima di essere ascoltato come supertestimone dell'accusa nel processo Mare-monti, invio' una e-mail a D'Alfonso chiedendogli 130mila euro in cambio del suo silenzio. D'Alfonso, all'epoca sotto processo nelle vesti di ex presidente della Provincia di Pescara con altri imputati proprio nell'inchiesta Mare-Monti dalla quale venne poi assolto nel merito, denuncio' tutto alla Procura e l'uomo fini' sotto inchiesta. Per sottrarsi all'interrogatorio in procura dopo l'avviso di garanzia ricevuto per la tentata estorsione, il geometra presento' un certificato medico, "atto nel quale - e' scritto nel capo di imputazione - si dava implicitamente conto del fatto che l'uomo fosse in cura dal medico, benche' lo stesso non l'avesse piu' visitato da diversi anni". In mattinata lo psichiatra Raffaele De Leonardis aveva illustrato i risultati della perizia disposta dal gup, dalla quale e' emerso che nel 2017, all'epoca dei fatti, il geometra "risultava affetto da deterioramento cognitivo lieve-moderato, conseguenza di episodio ischemico cerebrale occorso il 2 aprile del 2000", ma che oggi nel complesso "ha capacita' residue tali da consentirgli una utile e cosciente partecipazione al procedimento penale".

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