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Chieti, monitoraggio geofisico su una zona della città

di Redazione

Il sindaco di Chieti Umberto Di Primio e il geologo Fabio Colantonio hanno tenuto una conferenza stampa in cui sono stati forniti aggiornamenti sul monitoraggio geofisico quotidiano commissionate dal Comune e tutt'ora in atto in via Fonte Vecchia, via Don Minzoni, via Arenazze e sul cavalcavia di via Gran Sasso. Nella zona, infatti, si sono verificate importanti criticita' strutturali in un condominio che hanno portato all'emissione di un'ordinanza di sgombero e di abbattimento dello stabile, mentre da parte dei residenti della zona si stanno manifestando perplessita' e timori che il fenomeno possa riguardare anche altri edifici.

"Anche se si sono verificate importanti criticita' strutturali nel condominio Trinchese di via Don Minzoni, non bisogna generare allarmismo e dare man forte agli sciacalli che cavalcano il tema, in quanto le indagini tecniche che si stanno effettuando e la cui relazione sara' disponibile a fine gennaio 2020 saranno finalizzate alla messa in sicurezza dell'area, consentendo alle famiglie, proprietarie degli immobili della zona, di effettuare le proprie scelte a riguardo - ha detto Di Primio. Ove vi fossero degli alert, segnalati dai monitoraggi in corso, saremo i primi ad intervenire per tutelare la pubblica e privata incolumita'. Le scuole presenti nella zona ovvero l'asilo nido di via Arenazze, la scuola Corradi e l'Istituto comprensivo Vicentini-Della Porta, non sono interessate da fenomeni franosi''. ''La situazione strutturale degli altri palazzi della zona - ha evidenziato Di Primio - e' differente da quella del condominio oggetto di ordinanze di sgombero e abbattimento. Sugli edifici limitrofi, infatti, non vi e' alcuna segnalazione da parte delle autorita', in primis dei Vigili del Fuoco, che segnalino al Comune la presenza di un pericolo. Le attivita' di indagine che stanno effettuando i privati sono anche giuste ma il Comune non ha prodotto alcuna ordinanza analoga a quella del condominio di via Don Minzoni''. Per Colantonio ''l'area in questione risulta essere interessata da due fenomeni franosi risalenti a decenni addietro e su cui e' stata riscontrata una riattivazione repentina in seguito alle forti piogge dell'agosto 2018. Lo scopo delle indagini -ha detto il geologo - e' quello di definire la geometria della porzione di collina instabile e la cinematica monitorando l'area interessata, compreso il cavalcavia di via Gran Sasso. A tal proposito sono stati istallati dei sistemi ottici sul Cavalcavia, 5 sondaggi geognostici profondi fino a 45 metri ed attrezzati a tubi inclinometrici nonche' eseguito circa un chilometro di tomografie, sia sismiche che elettriche, al fine di ricostruire il cuneo di sabbia nel sottosuolo. La relazione tecnica finale avra' lo scopo di definire l'estensione del fenomeno franoso e la conseguente perimetrazione dell'area da sottoporre all'Autorita' di Bacino''. 

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