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L'Aquila, in ospedale procreazione medicalmente assistita e parto indolore

di Redazione

All'ospedale di L'Aquila, entro il mese di marzo, verranno avviate due nuove prestazioni destinate a migliorare la qualità dell'offerta sanitaria ed a attrarre pazienti da fuori provincia e fuori regione: la procreazione medicalmente assistita e il parto indolore.

Il medico incaricato della procreazione assistita è Franco Lisi, affiancato dalla biologa Carla Tatone e dai professori Sandro e Felice Francavilla, andrologi. Lisi ha diretto diversi centri nella sanità privata, nel 1990 fece parte dell'équipe diretta dal prof. Simon Fishel che ottenne la prima gravidanza al mondo iniettando uno spermatozoo in un ovocita con micromanipolatore. Sarà la Asl a comunicare alle utenti i dettagli per prendere appuntamento: si tratta di una ripresa graduale dell'attività della fecondazione in vitro, sospesa dopo il terremoto del 2009 che colpì L'Aquila. Le coppie con problema di infertilità (in Italia una su quattro) potranno quindi rivolgersi al San Salvatore che erogherà la prestazione in base ai Lea (livelli essenziali di assistenza): si pagherà un ticket di circa 500 euro (il restante costo della prestazione è a carico della Regione) e il servizio sarà articolato su 2 livelli: inseminazione intrauterina e fecondazione in vitro. Con le prestazioni aggiuntive i reparti di ostetricia e ginecologia e di neonatologia, diretti rispettivamente dal prof. Giulio Mascaretti e dalla dr.ssa Sandra Di Fabio, che è anche direttore del dipartimento materno-infantile, miglioreranno la loro offerta assistenziale. Il parto indolore sarà assicurato dal reparto di anestesia e rianimazione, diretto dal prof. Franco Marinangeli, in stretta collaborazione con i reparti di ostetricia e neonatologia. In questa prima fase di 'rodaggio' il parto senza dolore verrà assicurato solo nelle ore diurne e nei giorni feriali; in un secondo momento, dopo che l'intera organizzazione si sarà consolidata, coprirà l'intera giornata con 25 operatori, tra anestesisti, ostetriche e ginecologi, che hanno seguito corsi di formazione ad hoc

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