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Rissa a Rancitelli, in nove a giudizio

di Redazione

Andranno a giudizio immediato, il 7 marzo prossimo davanti al tribunale monocratico di Pescara, i protagonisti della violenta rissa avvenuta il 12 agosto scorso, tra un gruppo di rom e alcuni nigeriani, davanti ad un locale all'incrocio tra via Tiburtina e via Lago di Capestrano, nella città adriatica. Il gip Elio Bongrazio, riscontata l'evidenza della prova, ha accolto la richiesta di giudizio immediato avanzata dal pm Anna Benigni a carico di 9 persone. Il cittadino di origine nigeriana, rimase gravemente ferito nel corso della rissa e oltre ad essere imputato, con l'accusa di rissa, è anche parte offesa. Anche tutti gli altri imputati devono rispondere del reato di rissa mentre in tre sono accusati anche di lesioni personali gravi. Alla rissa avrebbero partecipato anche altre tre persone, ancora in corso di identificazione e un minorenne, nei confronti del quale procede la Procura del Tribunale per i minorenni dell'Aquila. Alla base della rissa ci sarebbe un alterco tra tre imputati e i gestori locale. Questi ultimi negarono da bere a padre e figlio, apparsi piuttosto alticci. Seguì un'animata discussione, proseguita all'esterno del locale, con schiamazzi in strada, che provocarono le lamentele del nigeriano, residente nei pressi del locale. La situazione degenerò ulteriormente, sfociando in una rissa con lancio di sedie, tavoli e altri oggetti contundenti, al termine della quale ad avere la peggio fu proprio il cittadino nigeriano, ricoverato in coma farmacologico nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Pescara.

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