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Cuccello (Cisl) chiede un tavolo per discutere della manovra di Bilancio

di Redazione

"Un tavolo per discutere la Legge di Bilancio insieme alle parti sociali per sviscerare quei temi che non convincono". Lo chiedono i sindacati riuniti nell'assemblea unitaria di Cgil, Cisl e Uil per discutere alcuni aspetti della legge di stabilita'. Tra questi il segretario confederale nazionale della Cisl Andrea Cuccello: "Riteniamo che l'atteggiamento di chiusura del Governo nei confronti delle parti sociali sia un errore cosi' come questo atteggiamento di scontro con l'Europa. Qui c'e' da discutere sul come rilanciare il Paese e noi vorremmo farlo insieme. Abbiamo bisogno, innanzitutto di investimenti pubblici e infrastrutture- spiega -. Si discute rispetto al mezzo punto in piu' o meno del Pil, ma non e' questo il punto. Il Paese sta cadendo a pezzi e la vicenda di Genova ha aperto uno spaccato incredibile rispetto al livello delle infrastrutture in Italia. Abbiamo bisogno di nuove infrastrutture, di connettere il nord con il sud e di connettere l'Italia all'Europa - dice ancora Cuccello -. Anche la diatriba che sta nascendo su importanti cantieri come quello della Tav e il Terzo Valico dimostrano un comportamento irresponsabile da parte del Governo. Ci sono poi la Flat Tax, la Quota Cento e il Reddito di Cittadinanza. Temi che non possono essere discussi nelle segrete stanze"

"La parola lavoro- dice ancora il segretario nazionale Cisl - nella legge di stabilita' non e' neanche citata. Ci sono misure che non si capisce se sono misure di politiche del lavoro come il reddito di cittadinanza, o si tratta di mero assistenzialismo. Bisogna confrontarsi anche per una regione come l'Abruzzo che vive una crisi la cui uscita sembra molto lontana. Chiediamo di aprire un tavolo anche le questioni del lavoro. I giovani sono esclusi dal ciclo produttivo, gli over 50 sono stati abbandonati dal sistema produttivo italiano e non sappiamo. Chiedevamo un ampliamento del Rei perche' potrebbe essere un aiuto per la ricollocazione. Ci sono poi - prosegue Cuccello - le politiche attive. Non e' possibile che il lavoro si cerchi ancora per conoscenza, bisogna ristrutturare i Centri per l'Impiego e questo nella legge di stabilita' c'e', ma non ci sono i tempi per mettere tutto in pratica rispetto alle reali esigenze del Paese".

"Ad oggi non c'e' stata nessuna apertura da parte del Governo - conclude il segretario nazionale Cisl - ma crediamo che con la partecipazione che stiamo riscontrando, con il confronto interno del nostro popolo il Governo alla fine decidera' di parlare con noi. Siamo in un'epoca - conclude Cuccello - in cui se qualcuno pensa di potercela fare da solo sbaglia. Se qualcuno pensa di poter fare prove muscolari con l'Europa sbaglia. Noi vogliamo stare in Europa: dobbiamo sicuramente ridipingerne i muri, ma non la dobbiamo sbracare dalle fondamenta".

"Il decreto fiscale approvato e in esame in Parlamento - ha aggiunto - prevede una forte sforbiciata sul Miur di 29 milioni di euro di cui 14 destinati all'istruzione scolastica e 15 alla formazione universitaria e post universitaria. Non si punta su ricerca e riforma dell'amministrazione e si' gli ospedali vanno messi a norma, ma non con il Project Financig, ma con un Piano Nazionale di Ammodernamento. Utilizziamo male le risorse europee quando non le rimandiamo insieme. Al credito di imposta vengono tolti 300 milioni di euro e non c'e' il rinnovo del credito di imposta 4.0. Uno studio dei sindacati scuola ci dice che oggi i precari sono piu' dei lavoratori stabili. Questo non e' solo un problema per la questione precariato, ma anche perche' non porta sviluppo e i giovani continuano ad andare all'estero. Siamo contro i condoni che lanciano un messaggio sbagliato - prosegue Ranieri -. Si dice che chi non paga le tasse puo' farla franca aspettando il prossimo condono in un Paese che ha ogni anno un evasione fiscale di 111 miliardi di cui 35 solo sull'Iva. E' uan guerra tra poveri". Tra le cose che non vanno, dice ancora il segretario regionale Cgil, "la sanita'. Non c'e' stato l'atteso aumento del fondo a disposizione. E' necessario stilare un piano straordinario di assunzioni e accorciare le liste di attesa. Sul sociale aumentano le pensioni piu' basse con statistiche che parlano di un'Italia che, nel 2028, registrera' una popolazione anziana non autosufficiente di oltre 6 milioni di persone"

 "Ad oggi - continua Ranieri - i pensionati contribuiscono per il 94.8% al reddito Irpef. Con le manovre previste il lavoro si spostera' sempre piu' verso quello autonomo sacrificando quello dipendente per cui una partita Iva guadagnera' piu' di una persona stabilizzata. Siamo contro questa Falt Tax che chiede soldi a chi ne ha meno perche' postula di dare soldi ai ricchi per far crescere il Paese. Noi vogliamo la Patrimoniale sui grandi capitali invece per rilanciare gli investimenti". Chiarezza, infine, e' stata chiesta sul Reddito di Cittadinanza: "e' importante stanziare le risorse - ha concluso - ma prima ci facciano capire da dove vengono e per cosa saranno impiegate. Se nel frattempo non si fanno investimenti il rischio e' che a chiederlo saranno sempre piu' persone perche' la poverta' continuera' ad aumentare"

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