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Elezioni regionali abruzzesi. In attesa dei risultati

di Achille Lucio Gaspari

Dopo una campagna elettorale piuttosto intensa, non troppo osteggiata dal clima, oggi si chiude la campagna elettorale. Mai come in questo periodo l’Abruzzo è stato frequentato da ministri e da vice presidenti del consiglio. Per vedere una cosa simile bisogna tornare indietro di venticinque anni, quando erano ministri Gaspari e Natali; loro attiravano visite anche dei Presidenti del Consiglio pro tempore, e comunque, essendo abruzzesi, non se ne andavano e seguitavano a seguire le necessità e i bisogni della Regione. Questi di adesso li rivedremo dopo il dieci febbraio? Chi sa? Questa campagna elettorale ha trasformato l’Abruzzo in un laboratorio politico molto interessante.  Di Maio si è impegnato al sostegno della Marcozzi con temi più fondati sulla politica nazionale che su quella regionale; lo stesso modo di trattare i problemi è stato adottato dal trio di Centro Destra per sostenere Marsilio. Sarà interessante vedere il risultato dei 5 Stelle che il 4 marzo hanno sfiorato il 40%.  Un risultato inferiore a questa percentuale non deve essere necessariamente preso come una indicazione di valore nazionale. Nelle elezioni locali i 5 stelle vanno peggio come è recentemente accaduto a Teramo e nel vicino Molise. La Marcozzi è una candidata che ha, come esperienza politica una trascorsa legislatura alla opposizione. Gentile di aspetto, ha condotto una campagna elettorale educata non tradendo il suo slogan gentile. Il fatto di aver indossato il paracadute per restare in Consiglio in caso di sconfitta mostra che non ha una grande fiducia nel suo personale successo. E’ un atteggiamento che si può capire perché tornerebbe a fare quello che ha già fatto e non dovrebbe abbandonare il lauto stipendio che la regione Abruzzo elargisce ai suoi consiglieri.  Ieri a Pescara la trimurti di Centro Destra era al completo. Anche Salvini, Meloni e Berlusconi parlano più di politica nazionale che di politica regionale ed è strano vedere tutti e tre insieme questi politici, due dei quali attaccano in continuazione la politica del Governo di cui il terzo è vice premier. Fratelli d’Italia ha raccolto pochi consensi in Abruzzo, mentre sembrerebbe che le posizioni della Lega e di Forza Italia cambieranno a vantaggio del Partito di Salvini. Molto interesse sarà il risultato che le tre forze saranno in grado di ottenere. Salvini conferma che a livello nazionale non vuole interrompere la collaborazione con i cinque stelle, Meloni punta ad un Centro Destra di tipo nuovo e Berlusconi sogna una riedizione del vecchio Centro Destra. Sembrerebbe che l’Abruzzo sia stato considerato la meno importante tra le Regioni che andranno prossimamente al voto e per questo il candidato presidente è stato designato dalla Meloni che è la leader del più piccolo dei tre partiti e poco rappresentato in Abruzzo tanto da dover portare da Roma un candidato dal momento che in loco non ne trovava uno di sufficiente qualità. In caso di vittoria sarà da valutare il contributo che sarà in grado di portare Berlusconi, perché Salvini punta ad assorbire i voti di Forza Italia senza dover stringere patti con l’ex cavaliere perché questo gli farebbe più facilmente perdere voti che guadagnarli.

Legnini è senza dubbio il personaggio più noto e più titolato; avvocato, ex sindaco di un piccolo comune collinare della provincia di Chieti è considerato un politico esperto e capace che qualcuno avvicina alla prestigiosa figura di Remo Gaspari. Parte però con un forte handicap avendo il PD preso nelle recenti elezioni politiche poco più del 14% poichè ha scontato non solo il trend nazionale negativo ma anche un certo effetto D’Alfonso. Il suo è un esperimento politico di grande interesse; giovandosi del fatto che da Vice Presidente del CSM non ha condiviso negli ultimi quattro anni la vita politica e governativa del PD ha potuto mettere in campo un esperimento interessantissimo, federando ben otto liste rappresentative del mondo civile e di una varietà di posizioni che vanno dalla sinistra laica ad una parte del centro cattolico. Oggi una opposizione nazionale credibile non esiste e questa è una grande debolezza per il sistema democratico. Quando le forze di governo si sentono incalzate cercano di operare con grande attenzione e di correggere la rotta se si rendono conto di aver preso una direzione sbagliata. Con una situazione economica in peggioramento, con una politica estera che isola l’Italia dai suoi tradizionali alleati  l’assenza di una alternativa valida e credibile preoccupa.  L’Abruzzo potrebbe diventare un laboratorio politico di grande interesse; se Legnini ottenesse un buon risultato, e nessuno oggi può escludere una sua vittoria, sarebbe stata trovata una formula politica di cui l’Italia ha bisogno.

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