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Ieri, oggi e domani

di Achille Lucio Gaspari

Ieri, oggi e domani

Ieri oggi e domani è il titolo di una famosa commedia di Eduardo De Filippo trasposta al cinema con la indimenticabile interpretazione di Sofia Loren e Marcello Mastroianni, ma è anche la condizione in cui oggi, domenica sera, si valuteranno i risultati delle elezioni in confronto di quelli ottenuti nelle passate elezioni, e quanto accadrà da lunedì nel panorama politico italiano ed europeo.

Le previsioni

Anche i sondaggi più recenti e segreti mostrano una incertezza superiore al consueto perché il numero degli elettori che decideranno come votare all’ultimo momento sembra essere consistente. E’ però possibile indicare un orientamento. Il vincitore sarà Salvini che avrà più voti del 2014 e del 2018.e sarà il primo partito. Quanto avrà guadagnato o perso rispetto ai migliori sondaggi di qualche tempo fa avrà un significato relativo perché quelli erano solo dei sondaggi. Un'altra probabile vincitrice potrà essere la Meloni capace di superare lo sbarramento del 4% e raccogliere più voti del 4 marzo. Uno sconfitto sicuro sarà l’ex cavaliere che prenderà meno voti del 2014 e del 2018. Quanto al Pd la sconfitta rispetto al risultato del 2014 sarà pesante ma Zingaretti potrà comunque cantare se non vittoria almeno un inno alla ripresa perché otterrà più voti rispetto alle politiche dell’anno passato. Se riuscisse a posizionarsi al secondo posto sarebbe un relativo successo, ma la cosa ci sembra molto difficile. Abbiamo lasciato per ultimo il Movimento 5 stelle che subirà sicuramente un ridimensionamento rispetto al 4 marzo; se dovesse scendere sotto quanto ottenuto nelle precedenti elezioni europee la situazione per di Maio si farebbe molto difficile, ma non credo che questo accada; sia pur di poco i Grillini si posizioneranno al secondo posto.
Se questi fossero i risultati
Come li commenteranno i protagonisti? Salvini esulterà come il capitano di una squadra che ha vinto la Coppa dei Campioni. Di Maio sosterrà che è soddisfatto perché ha relegato Zingaretti al terzo posto e ha ridotto il divario da Salvini rispetto a quanto mostravano i sondaggi solo un mese fa, e questo per merito della sua campagna elettorale aggressiva. Zingaretti sosterrà che attraverso l’unità conseguita sta rilanciando il partito che rappresenta l’unica alternativa a questo governo. Berlusconi non ammetterà assolutamente di essere il principale sconfitto e se evitasse di scendere sotto il 10% si aggrapperà a questo risultato come ad una scialuppa di salvataggio. Del resto un ricco sfondato come lui che ha già annunciato di aver comprato una sontuosa villa a Bruxelles dove ospitare i principali leaders europei che, secondo lui, faranno la fila per essere invitati, non si sentirà mai uno sconfitto. La Meloni potrà sbandierare la sua piccola vittoria come se fosse un trionfo.
Le conseguenze politiche della Domenica elettorale.

Cadrà il governo a giugno?

Io sono portato ad escluderlo. Poiché in caso di interruzione dell’esperienza giallo-verde non c’è altra soluzione che le elezioni e questa soluzione non conviene a Di Maio perché conseguirebbe un risultato inferiore al precedente che gli potrebbe costare il suo ruolo di capo politico del movimento. Salvini passerà all’incasso? Lo escludo recisamente perché un eventuale coalizione di destra (chiamiamo le cose come sono) avrebbe margini incerti di vittoria anche perché chi interrompe una legislatura paga di solito un prezzo pesante. Si consideri anche che dopo aver rotto con i 5 stelle non si potrà pensare di riesumare il contratto e Salvini potrebbe trovarsi alla opposizione di un governo PD-5 stelle, cosa preferibile solo in caso di disastro economico, per rigenerarsi alla opposizione. Sarà molto interessante vedere se la sommatoria delle percentuali ottenute dalla Lega e dal Movimento otterranno la maggioranza assoluta, perché in questo caso il percorso della opposizione sarebbe ancora una marcia nel deserto.
Quali discussioni tra i due vice premier?
Di Maio ha già detto che quale sia il risultato delle europee i rapporti di forza in parlamento non mutano e perciò di rimpasto non se ne parla; neanche Salvini punta a un rimodellamento delle componenti di governo. Punterà invece con determinazione al decreto sicurezza bis, alla flat tax, alla realizzazione della TAV e a mettere pesantemente bocca nella riforma della giustizia. Variabili imprevedibili sono l’evolversi della situazione economica in autunno e l’arrivo di un avviso di garanzia per Giorgetti e forse anche per Salvini. Se qualcuno di questi eventi accadesse la prosecuzione della legislatura diverrebbe molto incerta.

di Achille Lucio Gaspari

 

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