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Travaglio e il suo incubo sulla prescrizione

di Achille Lucio Gaspari

Travaglio e il suo incubo sulla prescrizione

Come al solito Travaglio nel suo articolo”Chiagni e sciopera” sul Fatto Quotidiano del 22 novembre fa abilmente un gioco sporco. 

A) contesta la libertà garantita dalla Costituzione a tutti i lavoratori di pronunciare secondo le regole uno sciopero nazionale Non è che un avvocato si proclama da solo in sciopero per ritardare un suo processo. O vogliamo far credere che l'avvocato Tizio ha bisogno di un bello sciopero per ritardare una causa nel tribunale di Rocca Cannuccia e allora induce tutti gli avvocati a proclamare uno sciopero nazionale? Ma mi faccia il piacere direbbe Totò

B) Travaglio dice che i clienti degli avvocati sono quasi tutti colpevoli. Curiosa la coincidenza con le parole di Davigo  che afferma che non ci sono innocenti ma solo colpevoli non ancora scoperti. E la presunzione di innocenza sancita dalla Costituzione? E' solo carta straccia. Allora perché perdere tanto tempo? Facciamo un bel tribunale di Salute Pubblica con Di Matteo e Davigo giurati  e Travaglio presidente. Condanna alla enunciazione delle generalità Un bel risparmio di tempo! Non vi pare?

C) Sono troppi tre gradi di giudizio; a cosa servono tutti questi appelli? Visto che sembra piacergli la giurisdizione statunitense perché non propone per chi è assolto la impossibilità di presentare appello da parte pubblico ministero come è negli Stati Uniti? Che sciocco! Dimenticavo che qui in Italia siamo tutti colpevoli; lasciamo il tempo al p.m. di scoprirli

D) Che disdetta qui in Italia non si possono utilizzare le prove raccolte dal pubblico ministero, magari una bella confessione ottenuta a schiaffi e calcioni come il caso Cucchi insegna e così si perde un sacco di tempo perché è in dibattimento che si formano le prove essendo il processo di tipo accusatorio come negli Stati Uniti. Anzi negli USA la prescrizione non c'è proprio. Facciamo anche noi così. Va bene ma perché Travaglio vuol prendere solo una cosa? Prendiamo tutto allora. La separazione delle carriere, la elezione dei procuratori distrettuali, la non obbligatorietà dell'azione penale, le giurie popolari che emettono il verdetto. Che sciocco! Dimenticavo che queste cose a Di Matteo e a Davigo non piacciono. Dove andrebbe altrimenti a finire il potere delle Procure?.

E) eccezionale l'ultima proposta del nostro emulo di Beccaria . La prescrizione facciamola cominciare da quando si scopre il reato! Cosi magari quando avrò novanta anni un Davigo qualsiasi mi dirà: oggi ho scoperto che tu settanta anni fa hai ammazzato tua nonna ;orsù difenditi.

Ma per chi scrive queste cose Travaglio? Quelli che la pensano come lui non ne hanno bisogno; forse per degli ingenui e degli sprovveduti. Gli altri il Fatto Quotidiano proprio non lo comprano e se gli capita tra le mani ne fanno altri usi

di Lucio Achille Gaspari

 

 

 

 

 

 

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