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Bankitalia: Nuovo record del debito,a 2.363,7 miliardi

Il debito pubblico italiano tocca un nuovo record e, come se non bastasse, viene rivisto al rialzo. La Banca d'Italia calcola a febbraio un monte del debito in leggero aumento a quasi 2.363,7 miliardi di euro da 2.363,5 miliardi di gennaio. Ma, soprattutto, l'ultima revisione di criteri per il calcolo del Pil da parte dell'Istat costringe via Nazionale a una correzione. A fine 2018 vengono aggiunti 5,3 miliardi in più rispetto a quanto comunicato in precedenza, con il livello del debito che sale al 132,2% del Pil, contro il 132,1% stimato in precedenza.Vengono inoltre corretti i livelli di debito del 2017, in aumento di 5,5 miliardi di euro, e del 2016, all'insù di 0,8 miliardi. "Le revisioni riflettono principalmente l'ampliamento del perimetro delle Amministrazioni pubbliche definito dall'Istat in accordo con l'Eurostat", spiega palazzo Koch. Da Bankitalia fanno anche sapere che la questione sarà approfondità giovedì, quando è atteso il Bollettino economico degli esperti dell'istituto centrale guidato dal governatore Ignazio Visco, che comunicheranno la loro visione della congiuntura e potrebbero aggiornare le prospettive di crescita. Intanto Bankitalia rende noti i risultati del sondaggio, condotto tra il 27 febbraio e il 20 marzo scorsi, sulla situazione economica generale per le imprese italiane dell'industria e dei servizi con almeno 50 addetti. I giudizi delle aziende sull'economia sono rimasti "nel complesso negativi, sebbene in misura meno marcata rispetto alla rilevazione di dicembre". Infatti, se "le attese a breve sulle proprie condizioni economiche sono divenute meno sfavorevoli" per le migliori valutazioni sull'accesso al credito e la minore incertezza da "fattori economici e politici", questo insieme di problemi "continua a costituire il principale ostacolo" all'attività delle imprese stesse. Inoltre le valutazioni sull'andamento corrente della domanda sono nuovamente peggiorate sia per la componente interna sia per quella estera, mentre sono tornate a migliorare le aspettative a breve termine sulla domanda, soprattutto nella componente dell'export. Sul fronte inflazione, per i prossimi 12 mesi, le imprese dell'industria in senso stretto e dei servizi si attendono una dinamica dei propri prezzi meno sostenuta di quella appena realizzata, mentre le imprese di costruzione prospettano una crescita pressoché stabile dei listini. Più ottimismo, infine, sull'occupazione. Via Nazionale rileva che le attese sulle assunzioni sono favorevoli in tutti i comparti e anche nel settore edile il saldo è diventato positivo, portandosi sul valore più elevato da quando il settore è stato incluso nell'indagine all'inizio del 2013. 

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