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Istat: moderato progresso dello sviluppo sostenibile

L'Italia mostra un moderato progresso nel raggiungimento degli obiettivi dell'agenda 2030 adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, ma con forti differenze tra nord e sud. Nel quinquennio 2012-2017 l'Istat rileva "lievi miglioramenti" per una serie di obiettivi tra cui cibo e agricoltura, istruzione, parita' di genere, energia sostenibile ma peggioramento per gli obiettivi legati alla salute, alla vita nelle citta' e al rispetto del territorio. "Oggi presentiamo il rapporto Sdgs 2019 sugli indicatori dello sviluppo sostenibile - ha spiegato il presidente dell'Istat Giancarlo Blangiardo - cio' che viene proposto oggi e' in continua evoluzione perche' l'obiettivo dell'agenda 2030 e' quello di far si' che nessuno resti indietro".

Il presidente ha ricordato che gli obiettivi declinati sono 17 e 169 i sotto obiettivi: secondo il rapporto Istat, la geografia dello sviluppo sostenibile vede il Nord in una situazione prevalentemente piu' favorevole rispetto al resto del paese; tra le aree dove la situazione e' piu' avanzata emergono le province autonome di Trento e Bolzano, la Valle d'Aosta, la Lombardia, il Friuli Venezia Giulia e l'Emilia Romagna. La piu' alta concentrazione di indicatori nell'area di difficolta' si riscontra in Sicilia, Calabria e Campania. Il Lazio sembra piu' simile all'Abruzzo che le altre regioni della ripartizione centrale. Sul fronte della poverta', l'Istat sottolinea elementi di problematicita' non solo al Mezzogiorno ma anche in Liguria, Valle d'Aosta e Piemonte. 

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