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Approvato il Decreto Terremoto, entrano nel cratere 5 comuni abruzzesi

di Redazione

Il dl sul terremoto è legge: il provvedimento, che contiene una serie di misure urgenti per le popolazioni del centro Italia, oggi ha incassato il via libera dall'Aula della Camera con 398 sì, 98 astenuti e nessun voto contrario, e taglia così il traguardo dopo aver avuto l'ok anche da parte del Senato. Un giudizio estremamente positivo lo esprime il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, secondo il quale, ha scritto in un tweet, "oggi dal Parlamento arriva un importante segnale di unità e attenzione verso i terremotati del Centro Italia. Le popolazioni ferite dal sisma, che ho incontrato nei primi giorni del mio incarico, non devono sentirsi abbandonate. Il Governo è dalla loro parte".

I provvedimenti approvati oggi in via definitiva erano stati sollecitati a più riprese dai presidenti delle 4 regioni interessate, dai sindaci dei Comuni inseriti nel cratere e dal Commissario alla ricostruzione Paola De Micheli. Il complesso delle misure contempla tra l'altro la proroga della struttura commissariale fino al 2021, dello stato di emergenza fino al 31 dicembre 2018 (con uno stanziamento di 300 milioni) e l'inserimento nel cratere di cinque nuovi comuni, tutti in Abruzzo: Catignano, Civitella Casanova e Penne in provincia diPescara, Penna Sant'Andrea e Basciano in provincia di Teramo. Significativo però anche il contributo che il Parlamento ha deciso di destinare ai cittadini colpiti dal sisma del Centro Italia, pari a 80 milioni. Come hanno tenuto a sottolineare i capigruppo M5S di Camera e Senato, Francesco D'Uva e Stefano Patuanelli, oltre ai 300 milioni per lo stato di emergenza nelle aree funestate dal sisma, "il Parlamento ha deciso di destinare ai cittadini colpiti dal sisma del Centro Italia altri 80 milioni di euro frutto dei risparmi e tagli 'anti-casta' della Camera dei Deputati".

Il provvedimento contiene poi anche una serie di norme riguardanti tasse e contributi: la proroga della scadenza della cosiddetta 'busta paga pesante', la proroga e sospensione dei termini per gli adempimenti e i versamenti tributari e contributivi, e il posticipo del rimborso da parte di lavoratori dipendenti e pensionati al gennaio 2019. E a gennaio 2019 riprenderà anche il pagamento dei premi di assicurazione e dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro. Il canone Rai viene poi sospeso fino al 31 dicembre 2020, mentre è prorogato al 31 dicembre di quest'anno il termine per la presentazione delle domande per la ricostruzione privata. Inoltre il testo prevede la proroga di 60 giorni dei tempi per l'avvio delle procedure di riavvio delle agevolazioni fiscali e contributive sospese nel cratere per il il terremoto del 2009. La legge contiene poi altre due norme che erano attese dai territori: la regolarizzazione delle strutture provvisorie realizzate sui terreni di proprietà - la cosiddetta norma di 'nonna Peppina' - e la procedura di sanatoria delle 'lievi difformità edilizie', in sostanza i piccoli abusi - in una percentuale consentita del 5% - realizzati prima del 24 agosto 2016: i proprietari degli immobili possono presentare, contestualmente alla domanda di contributo, una segnalazione certificata di inizio attività in sanatoria pagando una sanzione tra i 516 e i 5.164 euro. Introdotte infine una serie di misure per la tutela dei familiari delle vittime dei terremoti del 2016, del 2012 e del 2009: è previsto un indennizzo di 5mila euro, che salgono a 40mila se la vittima era un minore. Inoltre, il pagamento delle rate dei Comuni in scadenza nel 2018 e nel 2019 verrà prorogato rispettivamente al primo e al secondo anno successivi.

Critica Stefania Pezzopane, dell'ufficio di presidenza del gruppo Pd: "Abbiamo votato a favore di questo decreto Terremoto perché è composto da proroghe importanti di strumenti di intervento varati dal governo Gentiloni. Strumenti che M5s e Lega - ha aggiunto - dicevano di voler smantellare, ma che invece tengono in piedi perché non in grado di fare nulla di meglio e, questo, nonostante le roboanti promesse della campagna elettorale". 

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