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Aumento Tari a Teramo, il sindaco scarica le colpe sulle precedenti amministrazioni

di Redazione

Le cartelle Tari a Teramo prevedono un esborso medio del 20 per cento in più rispetto allo scorso anno. Un aumento frutto di una decisione adottata dal commissario straordinario lo scorso marzo, in fase di approvazione del bilancio 2018, ma che per il primo cittadino Gianguido D'Alberto affonda le sue radici nella gestione politico-amministrativa del servizio portata avanti negli ultimi dieci anni. Una gestione ritenuta "totalmente inadeguata", sia per quanto riguarda i rapporti con la Teramo Ambiente, sia rispetto alla conduzione stessa del "porta a porta", "che ha costretto a mantenere alti i costi fissi a fronte di una efficienza progressivamente in calo, come denunciato più e più volte dagli stessi cittadini". Tanto che nel 2018 il costo complessivo del servizio risulta superiore a 11,6 milioni di euro, con un incremento sensibile rispetto all'anno precedente. "A ciò si aggiunga la scelta, assolutamente non condivisibile, di scaricare il 60% di tale costo sulle utenze domestiche, con un conseguente inaccettabile aumento medio del 20% della tariffa", dichiara l'amministrazione D'Alberto. 

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