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Blocco dei fondi di periferie, Chieti e Pescara protestano

di Redazione

Pescara e Chieti si uniscono, assieme ad altre città italiane per scongiurare la sospensione votata dal Senato del bando di riqualificazione delle periferie indetto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri due anni fa. Presentate questa mattina, nel corso di un incontro con la stampa, dai due primi cittadini Marco Alessandrini e Umberto Di Primio le iniziative decise insieme all'Anci.

"Si tratta - ha detto il sindaco di Pescara - di un vero e proprio scippo istituzionale che è sotto gli occhi di tutti. I fondi delle periferie tanto agognati, per cui i comuni hanno fatto,i compiti a casa, arrivati all'ultimo miglio, sono stati congelati. Per questo è necessaria una mobilitazione di tutti i comuni italiani. Oggi siamo in conferenza qui in aeroporto, domani saremo a Roma con la delegazione Anci che verrà ascoltata in Commissione Bilancio alla Camera perché c'è la necessità di far tornare indietro il Governo su un provvedimento del genere, e su un emendamento scippo che grida vendetta perché noi abbiamo bisogno di quei fondi subito e questi fondi non rappresentano una graziosa concessione, ma sono il frutto di un confronto competitivo con il Governo. Nel dicembre dello scorso anno sottoscrivemmo con altri sindaci - ha detto ancora Alessandrini - un contatto a Palazzo Chigi con il Presidente del Consiglio e questo contratto è stato registrato dalla Corte dei Conti che è il massimo organismo contabile dello Stato. Si parla tanto di recuperare fiducia con i cittadini, ma se lo Stato è il,primo che torna indietro sui suoi,passi, evidentemente c'è qualche problema. Voglio solo dire che sono 25 milioni gli italiani interessati da questi progetti".

Il sindaco di Chieti Umberto Di Primio ha sottolineato come che "si tratta di difendere gli interessi dei cittadini e anche dell'Italia visto che si tratta di 96 comuni che a causa di questo scellerato provvedimento votato in Senato, rischiano di non vedersi finanziati lavori che servono per migliorare la qualità della vita dei cittadini e rendere le città più vivibili, e migliorare le infrastrutture esistenti. Questa è una battaglia nazionale che ci vedrà domani in audizione alla Camera per dire che perde l'Italia se il provvedimento passerà anche all'esame della Camera stessa. Tra l'altro - ha aggiunto il sindaco di Chieti - questo provvedimento presenta elementi di illegittimità costituzionale e anche sotto il profilo del diritto civilistico perché c'è anche una convenzione sottoscritta con lo Stato, per cui andremo avanti in questa battaglia perché con l'accordo firmato, abbiamo onorato la sottoscrizione con dei lavori che abbiamo già onorato, per cui chiediamo di avere ora certezze sul futuro. Abbiamo fatto opere per cui se poi non ci sarà la copertura finanziaria su queste opere qualcuno dovrà risponderne". 

La replica dell'on. Torto

'Vergognoso e ridicolo l'attacco al Governo proprio da chi ha guidato l'Italia finora con mere promesse e concedendo la metà delle risorse oggi a disposizione''. Lo afferma Daniela Torto, deputata teatina del Movimento 5 stelle commentando l'iniziativa dei sindaci di Chieti e Pescara, Umberto Di Primio e Marco Alessandrini, i quali hanno denunciato il blocco dei fondi del Governo destinati ai progetti di riqualificazione delle periferie e hanno annunciato eventuali iniziative giudiziarie. Torto spiega che il Governo è intervenuto per dare attuazione alla sentenza della Corte costituzionale n.74 del 2018, che ha rilevato l'illegittimità della gestione centralistica del Fondo previsto 96 città capoluogo. ''Con il nostro intervento - conclude la deputata M5s - realizziamo una semplice rimodulazione dovuta al ritardo nella elaborazione di progetti completi, e non certo un taglio come ben dovrebbero sapere gli amministratori di due città importanti sul territorio abruzzese come Chieti e Pescara. Si tratterà di uno sblocco degli investimenti a disposizione per oltre 7.000 Comuni''.

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