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Corecom a tavolo Agcom contro fake news e disinformazione

di Redazione

Il Corecom (Comitato Regionale per le Comunicazioni) avrà un ruolo centrale al tavolo costituito in Agcom e offre uno sportello efficace per comunicare con il territorio e offrire una vera e propria consulenza quando un soggetto diviene bersaglio di una cattiva informazione o di immagini considerate lesive della sua reputazione. "I primi sportelli inaugurati per combattere la disinformazione e il cyberbullismo sono già partiti in Abruzzo e Lombardia, ma la sfida è quella di aprire sportelli su tutto il territorio nazionale", riferisce il presidente dei Corecom e del Corecom Abruzzo, Filippo Lucci. "Il Corecom si confronta con le istituzioni, ma anche con gli operatori - sottolinea Lucci - ponendosi come soggetto interlocutore pronto a intervenire e sensibilizzare su questi temi. Sono già stati aperti sportelli territoriali ai quali i cittadini si rivolgono: noi siamo in contatto con gli operatori, le autorità della polizia di Stato per poter denunciare, rimuovere e combattere esercitando anche il diritto di rettifica replicando non solo online". La sfida ora è trovare una formula utile per prevenire sensibilizzando la comunità e la società per poi intervenire con un raccordo istituzionale grazie a questa rete di sportelli sul territorio. Al tavolo contro la disinformazione partecipano oltre ai maggiori operatori dei social network come Facebook, Instagram, Twitter e Google, anche grandi società che hanno subito la disinformazione o hanno esperienza in questo settore. Tra gli altri c'è anche la "Reputation manager", la società che si occupa di reputazione online e disinformazione. "Non ci si improvvisa nel campo della disinformazione - spiega Filippo Lucci presidente nazionale dei Corecom - e il ruolo della scuola e dell'educazione è strategico. E' quindi urgente rafforzare la collaborazione con il ministero della Pubblica Istruzione e con gli Uffici scolastici regionali affinché queste tematiche non siano soltanto oggetto di dibattito, ma ci sia una progettualità. Occorrono informazione cultura e nuovi strumenti da mettere in campo", conclude Lucci

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