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Rapino (PD) replica a Forza Italia

di Redazione

“Credo che l’elevata capacità del Consigliere Mauro Febbo di passare, come si suol dire, di pala in frasca, e di non farlo nemmeno bene, sia una delle sue più grandi qualità, se non l’unica. Ad ogni occasione, seguito poi a ruota da altri esponenti di Forza Italia, si ripete sempre lo stesso gioco: si cerca di oscurare una realtà o un dato oggettivo cercando di infondere il dubbio su altri argomenti, in maniera maldestra e provando la stessa falsa soddisfazione di un giocatore di poker, di primo pelo, che cerca di fingere, con simpatica mimica facciale, la sua paura di perdere”. Lo afferma Marco Rapino, segretario regionale PD Abruzzo.

“Il punto è che quando si ricopre una carica, quale quella del Consigliere Febbo o dell’ex Presidente Gianni Chiodi, non si può pensare di fare un sorrisino o l’occhiolino a chi ti guarda e chi ti legge, perchè le persone che hai di fronte sono i cittadini, anche quelli che ti hanno votato, e raccontare una realtà differente proprio a loro è equiparabile ad una presa per i fondelli. Esistono dei dati oggettivi e su quei dati oggettivi non si gioca, perché definiscono la realtà dei fatti. Così come esistono documenti datati, facilmente recuperabili per chiunque voglia, dai quali è difficile nascondersi. Ad oggi, e relativamente agli ospedali di Penne e Popoli, abbiamo due sentenze del Tar Abruzzo che  dimostrano come l’intero processo di riordino della rete ospedaliera nella nostra regione si sia basato, solo e soltanto, sulla necessità di garantire assistenza sanitaria ai nostri cittadini e lo ha fatto in base a tre criteri: sicurezza, qualità ed efficacia delle cure. Non finisce qui. I magistrati hanno anche stabilito come non ci sia stato alcun taglio dei posti letto che anzi sono aumentati. Relativamente a documenti passati, datati e facilmente recuperabili, mi auguro che il Consigliere Chiodi quando parla di “virtuose gestioni” in riferimento all’ “equilibrio economico” non volesse alludere proprio alla sua e a quando, fermandosi ai dati contabili, ha creato seri danni alla stabilità economica della Regione Abruzzo con la mobilità passiva e non lavorando sui Lea. C’è molta differenza tra chi impegna il suo tempo a lavorare e chi, come nel passato, continua a passare di pala in frasca, appunto, senza trovare la via d’uscita. La prima grande differenza si riscontra negli obiettivi che ci si prefigge in un contesto quale quello della sanità: dare risposte ai bisogni assistenziali, ai cambiamenti della società, creare le basi per una migliore qualità delle cure anche differenziando le specificità delle stesse strutture ospedaliere e portare avanti un principio di riconversione che utilizza al meglio tre elementi: capitale umano, risorse professionali e le stesse strutture ospedaliere e territoriali. Questi per noi sono obiettivi fondamentali e continueremo a perseguirli. Il centrosinistra non si ferma alla contabilità ma aumenta i servizi cosa che il tavolo ha certificato: dalla rete di emergenza utenza alla prevenzione oncologica che prima era a zero.”

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