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Approvata la nuova legge sull'assegnazione delle case popolari in Abruzzo

di Redazione

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Approvata dal Consiglio regionale dell'Abruzzo la Legge all'assegnazione delle case popolari. Tra le principali novità il provvedimento introduce maggiore equità e controlli più efficaci e puntuali in ordine al rispetto dei requisiti di accesso all’alloggio popolare. Una legge che riporta a pari diritti per tutti, infatti, come già avviene per i cittadini italiani, anche gli stranieri dovranno dimostrare il possesso delle condizioni economiche, reddituali e patrimoniali.

La Legge regionale punta anche sull’onestà come requisito. Si propone, infatti, un inasprimento delle cause di esclusione e di decadenza dal beneficio per chi si macchia di reati di vario genere, tra cui quelli contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, l’ordine pubblico, il patrimonio e la persona. L’attuale limite di condanna, superiore a 5 anni di reclusione per l’assegnazione della casa popolare, viene abbassato a 2 anni. Tolleranza zero anche per chi si rende responsabile di allacci abusivi alle utenze domestiche.

Un altro elemento introdotto dalla nuova legge introduce il principio per cui chiunque non rispetti la Nazione, le sue istituzioni e i suoi emblemi, non ha diritto all’alloggio popolare; quindi viene escluso o decade chi si macchia del reato di vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate.

Molti gli aspetti di carattere sociale introdotti, tra questi la decadenza dall’assegnazione dell’alloggio per gli autori di delitti di violenza domestica, mantenendo però il diritto di abitazione per i conviventi. E proprio l'attenzione versi i più giovani il provvedimento garantisce la loro  formazione culturale, inserendo tra le cause di decadenza dal beneficio coloro che abbiano riportato denunce per inosservanza dell’obbligo scolastico per i figli minori.

Un nuovo aspetto della Legge garantisce i coniugi separati: l’iscrizione ai bandi viene aperta anche ai coniugi separati o divorziati, i quali, seppur nominalmente titolari di case di proprietà, non possono usufruirne in quanto assegnate dalla legge all’altro coniuge e si trovano pertanto in forte difficoltà economica e abitativa.

“La legge che ho voluto portare avanti sin dall’inizio di questa consiliatura oggi è diventata realtà – ha commentato il presidente Marsilio -  Un provvedimento legislativo che diventerà sicuramente traccia per le altre regioni d’Italia; con questo passaggio garantiamo più equità e più giustizia nell’assegnazione degli alloggi popolari e si riuscirà a far diminuire, fino all’azzeramento, gli aspetti delinquenziali che affliggono molti quartieri delle città abruzzesi”.

Esprime soddisfazione per l'approvazione del testo il gruppo consiliare della Lega, che con una nota stampa afferma : “Rientrerà da oggi, tra le motivazioni di esclusione, l'estensione, anche per l’estero, della non titolarità di ulteriori proprietà, comproprietà e usufrutto sugli alloggi. È stato inoltre fortemente voluto dalla Lega l'inserimento, come requisito per l'assegnazione della casa popolare, il non aver riportato una condanna definitiva per delitti non colposi per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore a 2 anni. Così come verrà prevista l’esclusione  dall'assegnazione anche per coloro che abbiano riportato una condanna definitiva per i reati contro la pubblica amministrazione, l'ordine pubblico, contro il patrimonio ed i delitti contro la persona. Grazie agli emendamenti presentati dai consiglieri leghisti Vincenzo D'Incecco e Manuele Marcovecchio la nuova legge rende più precisa la disciplina delle dichiarazioni in merito all'attestazione della proprietà, garantendo così maggiore equità e certezze nei controlli dei requisiti. Per quanto riguarda in particolar modo i cittadini stranieri, non basterà più un'autocertificazione su eventuali proprietà all'estero ma occorrerà  presentare una certificazione rilasciata secondo i criteri del regolamento di attuazione del testo unico in materia di immigrazione”. “Fra le altre sostanziali modifiche alla legge vi è l'assegnazione di un punto per ogni anno di residenza a partire dal decimo anno di residenza nei comuni della Regione Abruzzo e fino  ad un massimo di sei punti”. 
“Una legge- dichiarano i consiglieri regionali della Lega- che va incontro ai cittadini onesti, garantendo un maggior controllo nell'assegnazione degli alloggi e che assicurerà un equo trattamento ai suoi beneficiari. Per la Lega e per questo centrodestra vengono sempre e comunque prima gli abruzzesi!”

Opposizioni polemiche

“Abbiamo assistito a una vera e propria gara tra Lega e Fratelli d’Italia a chi manifestava il voto più di estrema destra oggi in Consiglio Regionale, spacciandolo per attenzione alle norme di sicurezza”, così il capogruppo Silvio Paolucci e i consiglieri del Gruppo PD Antonio Blasioli e Dino Pepe, sull’approvazione delle modifiche alla legge regionale n.96/1996 che regola la gestione e l’assegnazione delle case popolari in Abruzzo. “Passa un disegno di legge che non risolve i veri problemi della governance delle Ater – riprendono - ma era ancora una volta urgente dare un segnale di durezza agli alleati romani, intento subito chiaro nelle parole del Presidente Marsilio che si era svenduto alla Meloni a Roma questa legge, perché di fatto non va oltre la propaganda e non affronta i problemi di chi vive dentro una casa popolare”.

“Si tratta infatti di un testo difficilmente applicabile nel concreto, capace di generare caos senza garantire gli assegnatari – così il consigliere Antonio Blasioli, firmatario di tre emendamenti – E’ lontano dalle esigenze di chi vive nelle case popolari, lo dimostra la bocciatura della nostra richiesta di dare subito ristoro dai danni delle recenti ondate di grandine e pioggia a chi si trova a vivere con pesanti infiltrazioni in casa. Avevamo chiesto di stanziare 200.000 euro allo scopo, istanza che aveva sia copertura finanziaria che il parere positivo dalla Commissione Bilancio, ma la maggioranza ha deciso che si dovranno aspettare mesi per ottenerlo, incredibilmente argomentando circa la necessità di aspettare il bilancio, nel 2020”.  

 

 

 

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