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Istat, l'economia italiana fa un passo indietro

di Redazione

L'economia italiana fa un passo indietro in controtendenza con l'andamento dell'area euro e interrompe il ciclo positivo iniziato nel 2015. Nel terzo trimestre - si legge nella Nota sull'andamento dell'economia italiana pubblicata oggi dall'Istat - dopo una fase di progressiva decelerazione si registra "un arretramento dei livelli di attività" (-0,1%) a fronte del +0,2% registrato in media nell'area euro. Il calo è determinato dalla "marcata contrazione degli investimenti e da una lieve flessione dei consumi" mentre la domanda estera netta ha fornito un contributo positivo alla crescita del Pil. I margini di profitto delle imprese manifatturiere mostrano una flessione mentre l'occupazione si è mantenuta sui livelli dei mesi precedenti. La variazione congiunturale negativa degli investimenti (-1,1%), che segue la crescita registrata nel trimestre precedente (+2,8%), è stata determinata dalla robusta contrazione della spesa per impianti, macchinari e armamenti. L'apporto positivo della domanda estera netta è stato determinato da un aumento delle esportazioni di beni e servizi (+1,1%) superiore a quello delle importazioni (+0,8%). "L'occupazione si è mantenuta sui livelli dei mesi precedenti in presenza di una ricomposizione a favore dei dipendenti permanenti. L'aumento del tasso di disoccupazione è stato accompagnato da una riduzione degli inattivi". L'inflazione al consumo si è confermata inferiore a quella della media dell'area euro ma "il vantaggio relativo si è ridotto". A novembre, l'indice del clima di fiducia dei consumatori e l'indice composito del clima di fiducia delle imprese hanno entrambi segnato un peggioramento. L'indicatore anticipatore si è mantenuto su livelli contenuti, mostrando una stabilizzazione dopo le flessioni dei mesi preceden

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