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La Fondazione Menegaz premiata di nuovo all'Italian Council

di Redazione

È ancora esposto all’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona il trittico di arazzi Retina di Stefano Arienti, a cura di Simone Ciglia (e a giorni sarà possibile ammirarlo a Castelbasso), ma la Fondazione presieduta da Osvaldo Menegaz ha ottenuto un altro importante riconoscimento internazionale con un finanziamento di oltre 100 mila euro.
L’anno scorso, infatti, la Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture con Retina si era aggiudicata il secondo posto nel bando Italian Council, concorso ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo.

Quest’anno, uno dei pochi enti a rientrare due volte nei rigidi canoni del bando internazionale, arriva il bis.

Il nuovo progetto, dal titolo Modellare l’acqua di Mario Airò, sempre a cura di Simone Ciglia, vede come partner: Artribune, l’Istituto Italiano di Cultura di Tirana, l’Officina delle Invenzioni di Pescara, il Liceo artistico statale per il design Grue di Castelli e il Mic, Museo internazionale delle ceramiche di Faenza (riconosciuto dall’Unesco Espressione dell’arte ceramica nel mondo).

Emerso nella vivace scena milanese alla fine degli anni Ottanta, Airò ha creato un universo formale in cui gravita una complessità di riferimenti che spaziano con grande libertà fra letteratura, filosofia, storia dell’arte, architettura e cinema. Dopo aver toccato una grande varietà di materiali e tecniche, l’artista ha avviato recentemente una sperimentazione con la ceramica.
Quest’antica arte è al centro del progetto Modellare l’acqua, per la cui realizzazione l’artista si è rivolto alla tradizione della maiolica di Castelli. Il paese in provincia di Teramo è storicamente uno dei maggiori centri di produzione ceramica in Italia, che ha toccato i vertici qualitativi nel Cinque e Seicento. Nella modellazione castellana Airò ha riconosciuto le qualità ideali per formalizzare la propria idea progettuale, nata dalla fascinazione per il mondo naturale e i fenomeni legati all’acqua. Interpretando in senso contemporaneo la maiolica, l’artista ha ideato un’installazione che rielabora il tema della fontana, modellando una forma ispirata poeticamente al greto di un fiume che fa da supporto a un ciclo di scorrimento di olio.

Per le sue componenti tecniche, il progetto si avvale della collaborazione dell’Officina delle Invenzioni, studio-laboratorio dei designer Elisabetta Di Bucchianico e Dario Oggiano (Arago design), sodalizio artistico basato in Abruzzo che si occupa di progettazione e ricerca nell’ambito del design del prodotto, con una specializzazione nella tecnica ceramica.

Modellare l’acqua prosegue il percorso di valorizzazione delle eccellenze artigianali abruzzesi che innerva una delle linee programmatiche della Fondazione Malvina Menegaz.

 

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